Il caolino

Che cos'e' il caolino?

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A COSA SERVE LA FARINA (POLVERE) DI ROCCIA?
Le piante non possiedono, come gli animali, un sistema immunitario, ma sono in grado di rispondere agli attacchi dei patogeni, mediante l’attivazione di meccanismi di difesa, come la produzione di metaboliti e proteine antimicrobiche e l’irrobustimento cutaneo dato da accumuli di callosio e lignina. Le risposte delle piante sono conseguenti all’attivazione di segnali molecolari interconnessi facenti parte di complessa rete di impulsi. Questi segnali sono: “gene per gene”, dipendenti da produzione di acido salicilico, dall’acido jasmonico e dall’etilene. In presenza del patogeno, si ha il riconoscimento e all’attivazione del gene di resistenza e alla conseguente limitazione della crescita del patogeno. Oltre alla produzione del gene di resistenza, solitamente vi è anche la produzione di alcune proteine in grado di migliorare la “resistenza”.
Le risposte si hanno soprattutto applicando sostanze naturali in grado di stimolare la produzione  di acido salicinico, jasmonico e/o etilene. I prodotti che meglio rispondo a questo utilizzo sono  i cosiddetti “Corroboranti” elencati nel Decreto ministeriale n. 18354 del 27 novembre 2009: Disposizioni per l'attuazione dei regolamenti (CE) n. 834/2007, n. 889/2008, n. 1235/2008 e successive modifiche riguardanti la produzione biologica e l'etichettatura dei prodotti biologici.

IL CORRETTO UTILIZZO DEL CAOLINO
Il caolino è un prodotto costituito essenzialmente da caolinite, ossia una polvere di roccia utilizzabile in agricoltura biologica e biodinamica ai sensi del D.M. 18354, classificata come corroborante, ossia un potenziatore delle difese naturali delle piante.
Non ha nessuna prescizione particolare anche nella classificazione CLP, ed è di libera vendita non essendo classificato agrofarmaco. Ma durante gli interventi è sempre importante dare la giusta importanza alla sicurezza dell'operatore con i DPI (dispositivi di protezione individuale), come occhiali protettivi, guanti, mascherina antipolvere, calzature di sicurezza.
Il prodotto essendo micronizzato molto finemente si disperde bene, ma si consiglia nel caso di grossi utilizzi di impiegare un'attezzatura completa di agitatore, una volta riempita la cisterna a metà e l'agitatore in movimento si versa la polvere di caolino, fino alla dispersione completa, finita l'operazione si finisce di complertare il riempimento della cisterna.  In caso di motopompa oppure di un'attrezzatura a spalla o manuale, aiutarsi con un bastone e con una energica agitata.
E' possibile aggiungere anche qualche altro prodotto all'intervento, per avere un'azione sinergica, questa deve essere fatto, quando la preparazione del caolino è completata. Esperienze positive si sono avute con aggiunta di solfato di rame (limitatamente al 1° e 2° intervento), con l'aggiunta di estratto di aglio e con estratti solubili di alghe. In caso di dubbi è sempre opportuno effettuare dei piccoli saggi di compatibilità.
Durante l'intervento se si utilizza un'attrezzatura a motore regolare la velocità di marcia in modo da permettere una bagnatura uniforme e completa. In caso di utilizzo di attrezzature manuale a spalla, carrellata con l'ausilio di lance, iniziate la copertura dall'interno della pianta e successivamente sulla chioma esterna, con una rosa ben nebulizzata. Evitando di concentrarsi troppo sulle zone in quanto l'accumulo eccessivo facilita la perdita di prodotto per scivolamento.
Le piante vanno irrorare per bene, bagnando tutta la chioma, questa operazione è funzionale alla buona riuscita dell'intervento in quanto, il caolino oltre a schermare la fuoriuscita dei fitocomplessi della pianta e quindi evitare che la mosca possa riconoscere i frutti da pungere, ha lo scopo di ottimizzare la disponibilità idrica, schermare i raggi ultravioletti e infrarossi, proprio nelle fasi più importanti dell'accrescimento del frutto.
Si consiglia di intervenire già quando il frutto è di una dimensione di 2-4 mm, anche se non è attiva la mosca, proprio per condizionare positivamente l'accrescimento.
Il secondo intervento va ripetuto dopo circa 4 settimane e per l'olivo fino a poco prima del raccolto in quanto la mosca è attiva anche nel mese di ottobre. Una breve pioggia non inficia l'intervento, ma in caso il prodotto dovesse essere dilavanto per un forte temporale è opportuno accorciare la data dell'intervento.
Dose d'impiego:
solitamente il primo e secondo intervento si possono effettuare con kg 3/100 lt di acqua, negli interventi successivi si può ridurre a 2,5 kg/100 litri di acqua e il consumo medio per 1 pianta è di circa 2 litri, ma evidentemente questo può variare a seconda dell'ampiezza della chioma.
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Come utilizzare il Caolino in abbinamento ad altri corroboranti

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